CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DI MARIO CASTIGLIONI E DEI SUOI COMPAGNI

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La comunità alpina è stata appena toccata da un nuovo dramma. Sabato pomeriggio, in circostanze ancora indeterminate, diversi gruppi di sci alpinisti, che avevano lasciato alle prime ore del mattino la “capanna del Dix”, sono rimasti bloccati da una tempesta nel settore del Pigne d’Arolla, lungo la traversata Haute Route da Chamonix a Zermatt, impossibilitati a raggiungere la loro destinazione.

Domenica mattina, dopo il passaggio del maltempo e nonostante un vento fortissimo, i soccorritori vallesi hanno recuperato i 14 alpinisti interessati. Purtroppo rimpiangiamo diverse morti, tra cui quella del nostro collega Mario Castiglioni e di alcuni dei suoi clienti.

Mario Castiglioni era nato a Como il 13 maggio del 1959 ed era Guida alpina dal 1992, iscritta al Collegio regionale Guide alpine Lombardia. Era un alpinista di grande esperienza e vantava un lungo curriculum internazionale. Castiglioni aveva salito tre ottomila: il Manaslu, lo Shisha Pangma e il Cho Oyu, e delle Seven Summit il Denali, l’Aconcagua, l’Elbrus e il Kilimanjaro. Aveva scalato inoltre il Fitz Roy, il Cerro Torre, l’Aguja Guillaumet, El Capitan, Half Dome, l’Ama Dablam, l’Alpamayo e il Monte Kenya, per citare solo alcune delle vette da lui raggiunte. Esercitava la professione di Guida alpina a tempo pieno. Con la sua agenzia organizzava spedizioni e viaggi alpinistici in Italia e in tutto il mondo, spesso di alto livello, tanto che la sua clientela era frequentemente composta da alpinisti preparati, abituati ad andare in montagna, esperti a loro volta. La Haute Route Chamonix-Zermatt era un itinerario ben noto a Castiglioni, una traversata classica che aveva percorso tante volte nella vita.

Oggi, di fronte a questa tragedia, tutti i nostri pensieri sono rivolti alle famiglie e ai parenti delle vittime; vogliamo mostrare loro il nostro pieno sostegno e solidarietà, e facciamo del nostro meglio per assisterli e per aiutare a chiarire le circostanze di questa tragedia.

Desideriamo inoltre esprimere la nostra immensa gratitudine ai primi soccorritori del Vallese e della Svizzera per Air Glacier, Air Zermatt, Rega e Guide alpine svizzere.

Cesare Cesa Bianchi – presidente Collegio Nazionale Guide alpine italiane

Fabrizio Pina – presidente Collegio Regionale Guide alpine Lombardia

A nome di tutti i colleghi Guide alpine

GUIDE ALPINE – AIGAE

Amm (foto Luca Maspes)

Aigae ancora all’attacco, Guide Alpine Italiane: inutile gridare alla casta, la legge c’è e difende la qualità della professione.

Il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane (Conagai) accoglie con sconcerto il nuovo atto di accusa dell’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche (Aigae). La querelle, in cui ancora una volta siamo chiamati a intervenire per dovere di chiarezza nei confronti del largo pubblico, che è utenza finale dell’accompagnamento in montagna, nonché nei confronti dei nostri stessi iscritti che il Collegio rappresenta, sta assumendo sempre più i connotati di “un litigio da bar”.

Convinti che questo modo di procedere, offensivo e calunnioso, non sia appropriato e rispettoso di tutti i professionisti chiamati in causa, non entriamo nel merito di temi trattati a mezzo stampa solo pochi mesi fa e ancora una volta totalmente travisati nella verità dei fatti. Alle illazioni e alle provocazioni lasciamo rispondere le sentenze dei tribunali, le ultime anche recentissime, datate 2016.

Le Guide Alpine Italiane sono molto serene, non solo perché certe di aver sempre avuto un comportamento corretto nel tavolo di lavoro aperto con Aigae, ma anche perché forti di una legge, chiara e inequivocabile.

La legge 6/89, che regola la professione, dice che l’escursionismo in montagna è riservato alle Guide Alpine e agli Accompagnatori di Media Montagna. Un’esclusiva, a fronte di un impegnativo e faticoso iter formativo, che ha come scopo la garanzia di standard qualitativi stabiliti a livello internazionale e la sicurezza pubblica nell’ambito di un’attività in cui esistono rischi oggettivi, e non un retaggio di corporativismi medievali come si vuole far credere.

Convinti della necessità di un emendamento del testo di legge del 1989, da anni il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane è impegnato per un suo ammodernamento, che riguarda non solo l’escursionismo, e che è ora in discussione in parlamento. Ciò nonostante e comunque si valuti la legge, finché esiste essa rimane tale, e quindi non un suggerimento, ma un insieme di disposizioni da rispettare, anche per evitare di commettere il reato di esercizio abusivo di una professione protetta.

Il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, oltre a garantire che i propri professionisti offrano standard qualitativi stabiliti a livello internazionale, a tutela dell’utente e in qualità di ente pubblico, è chiamato dalla legge a denunciare chi esercita abusivamente la professione. Tale compito è già esercitato con attenzione e scrupolo, e per il futuro il Conagai sarà ancora più sollecito nel perseguirlo.

Resta infine valido quanto scritto nell’accordo tra Conagai – Aigae, siglato il 22 settembre 2015 e ratificato tramite lettera di intenti, che stabilisce inequivocabilmente che le Guide Aigae che volessero operare in montagna debbano rientrare nel Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, ovvero uniformarsi agli standard della figura professionale degli Accompagnatori di Media Montagna, tramite apposite modalità di verifica delle competenze. Saranno favoriti in tutti i modi i processi di confluenza all’interno di Conagai al fine non solo di preservare la continuazione del lavoro delle Guide Ambientali, ma anzi di poterlo esercitare nel rispetto delle leggi attuali.

(Ufficio stampa Guide Alpine italiane)

LUCA BIAGINI RIELETTO PRESIDENTE GUIDE ALPINE LOMBARDIA

Il presidente delle Guide Alpine lombarde Luca Biagini (foto Ufficio stampa Guide Alpine Lombardia)

Luca Biagini, rieletto Presidente del Collegio regionale Guide Alpine Lombardia.
(foto L.Maspes)

 

SONDRIO – Luca Biagini è stato rieletto presidente del Collegio regionale Guide Alpine Lombardia. Le Guide lombarde hanno votato nel gennaio scorso il nuovo direttivo, l’organo che le rappresenta a livello regionale, che ha poi provveduto alla nomina del nuovo presidente e delle altre cariche di governo.

Le Guide Alpine, in qualità di professionisti della montagna, devono svolgere un ruolo importante nel mondo delle alte quote, che in Lombardia ricoprono il 40% del territorio regionale – ha detto Biagini -. In questo nuovo mandato da presidente, che sarà sicuramente anche l’ultimo mio periodo di impegno all’interno del Collegio regionale delle Guide, continuerò a lavorare nella direzione presa già negli anni scorsi, verso un’azione di promozione della montagna frequentata con coscienza e consapevolezza. Le risorse che abbiamo a disposizione sono sempre più limitate, cercheremo tuttavia di continuare a proporre iniziative rivolte al largo pubblico che mirino a una maggiore diffusione della cultura di montagna e che mettano in evidenza il grande valore turistico di questo territorio e dell’opera delle Guide Alpine e degli Accompagnatori di Media Montagna”.

Il nuovo direttivo del Collegio regionale Guide Alpine Lombardia, dopo aver confermato Biagini alla presidenza, ha eletto Fabrizio Pina vicepresidente. Oltre a loro del direttivo fanno parte altri 8 membri: Daniele Fiorelli, Michele Maggioni, Gianluca Maspes, Jacopo Merizzi, Davide Spini, Mario Vannuccini, come rappresentanti delle Guide; Simone Porta come rappresentante degli Aspiranti Guide Alpine, e Daniele Frigerio degli Accompagnatori di Media Montagna. Infine Andrea Sarchi è stato confermato presidente della Commissione tecnica.

(Ufficio stampa Guide Alpine Lombardia)

DIRETTIVO COLLEGIO NAZIONALE – 2012/2015

Dopo varie vicissitudini il 20 giugno si sono svolte le operazioni di scrutinio relative alle elezioni a Consigliere nazionale. Riferiamo in breve alcuni dati significativi: Le Guide che hanno espresso il voto sono state 592 (46% degli aventi diritto) 660 buste pervenute. 592 schede ritenute valide. 44 scartate perché appartenenti a Guide emerite non aventi diritto di voto. 24 annullate per irregolarità o mancanza di certificato elettorale.
Il Collegio Lombardo è risultato il primo come percentuale di votanti con 112 voti espressi. Questo è segno di partecipazione e interesse alle problematiche della professione.

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