CORSO A.M.M. – MODULO 7

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Un modulo decisamente innovativo il settimo. Per la prima volta il corso Accompagnatori di media montagna esce dalla Lombardia per camminare sulle Dolomiti e per sostenere sia gli esami teorici del corso AmM che gli esami del corso istruttori di Nordic Walking della Scuola Italiana.

Superate le prime due giornate dedicate agli esami con la supervisione del Direttore del corso Daniele Frigerio, nonché docente di Nordic Walking, il corso si è sviluppato prevalentemente in ambiente. Dapprima con un’escursione didattica mirata alle tecniche escursionistiche e di conduzione guidata da Vanni Spinelli e Pino Gidaro che si è svolta dal passo Sella alla vetta del Sassopiatto per poi proseguire ad anello attorno al Sassolungo; durante la seconda uscita, sempre guidata da Vanni Spinelli e Pino Gidaro gli allievi hanno continuato l’apprendimento delle tecniche escursionistiche e di conduzione al cospetto delle torri del Vajolet e del Catinaccio, fino al passo Antermoia per poi scendere lungo l’omonima valle, di nuovo alla scoperta dei vari ambienti montani e delle loro peculiarità, tra l’ultima neve della stagione, ghiaioni, forre, valloni, pascoli e boschi.

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L’ultima giornata, con Marco Caccianiga, si è sviluppata nella bella valle di San Nicolò, in ambiente subalpino, alla scoperta delle piante officinali, novità per gli allievi di questo corso, tra peccete, cembrete e pascoli tipici del clima continentale. Durante questi tre giorni oudtoor, quello che non è mancato è stato anche il maltempo che, seppur possa sembrare evento spiacevole, ha consentito al gruppo di trarre interessanti spunti legati ai pericoli reali e ai pericoli percepiti dell’andare in montagna, al senso di avventura e di uscita dalla “zona di comfort” a cui siamo abituati, pur mantenendo solida attenzione agli aspetti della sicurezza nell’accompagnamento.

(Daniele Frigerio)

WORKSHOP ASPETTI RELAZIONALI

Workshop Guide Alpine Lombardia

PERO, Milano – Un workshop sugli aspetti relazionali della professione di Guida Alpina. È stato questo l’argomento della due giorni organizzata dal Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia: un seminario innovativo che ha messo al centro un elemento essenziale del mestiere. Si è svolto nella palestra Rockspot di Pero il 29 e 30 maggio, organizzato nell’ambito della formazione degli Istruttori Guide Alpine, docenti degli Aspiranti Guide, Guide Alpine e Aspiranti Guide.

Nel lavoro della Guida Alpina sono fondamentali un’efficace comunicazione, l’interazione, lo scambio emotivo e dialettico con il cliente. La comprensione e la consapevolezza di questi processi aiutano il professionista a istaurare la giusta relazione con le persone che si trova ad accompagnare in montagna, a vivere meglio e al tempo stesso a far godere all’altro l’esperienza condivisa.

Lavorare come Guida significa avere due passioni – ha spiegato Luca Biagini, presidente del Collegio delle Guide lombarde -. La passione per la montagna è necessaria ma non basta, serve anche quella verso gli altri, bisogna stare bene con le persone per lavorare bene. La professione di Guida alpina è principalmente un lavoro di relazione. Per questo abbiamo ritenuto essenziale introdurre un seminario dedicato a questa tematica nell’ambito della formazione delle Guide”.

Workshop Guide Alpine Lombardia al Rockspot di Pero

Il workshop, coordinato dalla dottoressa Franca Castelnuovo, psicologa formatrice dell’istituto di Psicosintesi, si è svolto in due giornate. La prima, teorica, è stata dedicata agli Istruttori delle Guide Alpine, alle Guide Alpine e agli Aspiranti Guide; la seconda, pratica, è stata aperta al pubblico, a cui è stata offerta una lezione gratuita di arrampicata.

La Guida è guida non solo per la montagna – ha spiegato la dottoressa Castelnuovo -, per l’ambiente geografico in cui si muove, ma anche per l’insieme della persona, un insieme bio e psico-energetico della persona. Per questo la Guida deve essere attenta a tutti gli aspetti mentali, emozionali, psicologici, spirituali della persona con la quale si trova, per poter armonizzare possibili dissonanze e aiutare il cliente a comprendere certe difficoltà che può vivere. Può aiutare il cliente a comprendersi, a sviluppare il coraggio e può condividere la gioia scaturita dall’aver superato una difficoltà”.

Nel workshop è stato posto l’accento su come portare una persona in montagna significhi accompagnarla a scoprire non solo un ambiente e un’attività ma anche l’aspetto giocoso, gioioso e divertente della vita. Significa essere insieme all’altro nel processo di educazione a ciò che fa sentire bene, felici e realizzati. Una questione non da poco, ha sottolineato la dottoressa Castelnuovo.

La cultura nella quale viviamo – ha detto infatti la psicologa -, facendo un discorso generale, tende ad enfatizzare molto i doveri, il lavoro, gli aspetti se vogliamo anche più pesanti della vita. Molte persone senza accorgersene si abituano a rispondere a queste necessità dimentichi di se stessi, dimentichi del fatto che se non sviluppiamo anche l’aspetto ludico della vita rischiamo di ingrigirci. È importante nutrire il fanciullo che è in noi, perché poi è quella parte che sostiene la gioia di vivere, soprattutto in età avanzata”.

(Ufficio Stampa Guide alpine Lombardia)

CORSO A.M.M. – MODULO 6

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Più vicino alla pianura che mai, il sesto modulo del corso si è arrampicato sui pendii della Grigna meridionale, tra pinnacoli, boschi e prati, dove l’alpinismo ha costruito parte della sua storia e dove il rifugio Porta ha accolto i docenti e gli allievi in altre cinque giornate di didattica, ancora una volta soprattutto in esterno.
L’inizio ha visto gli allievi impegnati alla ricerca delle “lanterne” nell’approccio allo sport dell’orienteering, grazie agli insegnamenti dell’AmM e Tecnico FISO Marco Colombo.
I due giorni passati camminando per i sentieri della Grigna meridionale con le Guide Alpine Istruttori Vanni Spinelli, Adriano Greco e Fabrizio Pina hanno fornito elementi molto importanti della tecnica della camminata su terreni di vario tipo, della conduzione di gruppo, della sicurezza in montagna.
Poi, due giorni camminando con Marco Caccianiga e Mauro Gobbi hanno permesso agli allievi di continuare la scoperta e l’analisi della flora e della fauna, tra faggete, prati, frane e torrenti, scoprendo abetaie artificiali, faggete spodestate, una gran varietà di essenze arboree e di fioriture in poco meno di 1000 metri di dislivello, anfibi, uccelli e mammiferi con varie sorprese, in un ambiente tra i maggiormente antropizzati e vissuti dal turismo della montagna in giornata.

(Daniele Frigerio)

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CORSO A.M.M. – MODULO 5

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Varcata la Linea Insubrica, ormai nel cuore delle Alpi a Piuro di Chiavenna in val Bregaglia, il corso ha affrontato il quinto mudulo che non poteva esser altro che diverso dai precedenti: meno vario nelle tematiche affrontate, ma certo non meno complesso e impegnativo, con la partenza dell’insegnamento del Nordic Walking e con due giornate di escursione tra geologia e orientamento. Daniele Frigerio, tra bastoncini e parametri di riferimento, è partito con gli aspiranti istruttori di Nordic Walking al fresco delle cascate dell’Acquafraggia e ha concluso, in quel che fu il fondale del lago di Como qualche millennio addietro, al Pian di Spagna, tre giorni di acquisizione delle tecniche base ed avanzate.

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Nel mezzo Guido Bellini ha organizzato un’escursione a balzi tra rocce metamorfiche e graniti da Corenno Plinio a Chiavenna, fino alla pietra ollare sulla quale è stata costruita per alcuni secoli l’economia della città di Chiavenna, e, per finire alle marmitte dei giganti. Una seconda giornata ha visto gli allievi sconfinare in Svizzera poco distante dal Maloja, all’ombra dello sbarramento dell’Albigna che incombe tra i graniti dello spartiacque tra Valtellina e val Bregaglia, dove in mattinata si è svolta una competizione di orientamento. Subito dopo una seconda escursione condotta sempre da Guido Bellini ha portato il gruppo di allievi in val Bregaglia tra Santa Croce e Villa di Chiavenna ad esercitarsi in topografia e orientamento alla ricerca di alpeggi, torrenti e sentieri tra boschi e radure.

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A presto sulle Grigne!

(Daniele Frigerio)

CORSO A.M.M. – MODULO 4

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Ripartito il corso dopo i mesi invernali. Il quarto modulo a Navazzo di Gargnano in un paesaggio rarefatto e dominato da Pizzocolo, lago di Garda e monte Baldo sullo sfondo ha riportato il gruppo di docenti e allievi in attività con entusiasmo.

Da subito Matteo Capelli ha rinfrescato la memoria sull’utilizzo dei dispositivi GPS, dopo avere mostrato l’utilizzo delle carte topografiche; poi Mariano De Leonardis, dopo un inizio in assordante silenzio, ha coinvolto il gruppo con nozioni e giochi per acquisire tecniche di conduzione di gruppo, di esposizione, di leadership, fondamentali per i futuri Accompagnatori.

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Il terzo giorno l’escursione didattica ha portato il gruppo prima in vetta al Monte Castello e poi all’Eremo di San Valentino insieme a Guido Bellini a raccontare di profondità lacuali, fossili, pressioni, rocce evaporitiche e salgemma. Il quarto giorno è partito con un’altra escursione al monte Denervo insieme a Mauro Gobbi, alla ricerca della fauna locale o quantomeno dei suoi indici di presenza che si sono manifestati in varie forme e che hanno generato elementi per racconti molto interessanti.

Il quinto giorno ancora un’escursione, questa volta con Marco Caccianiga, a seguire la discesa del torrente Toscolano, in un ambiente con vegetazione tipica della forra, tra fiori, piante, muschi, licheni, politiche e tecniche di gestione dei boschi, che lascia spazio a costretti paesaggi e strane architetture.

Dopo un autunno prevalentemente in aula, il corso è entrato nel vivo, è uscito in montagna!

(Daniele Frigerio)

CORSO A.M.M. – 2° E 3° MODULO

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Corso Accompagnatori di media Montagna, secondo e terzo modulo

Due sessioni in cui sono state affrontate ancora tematiche molto differenti tra loro, e che hanno lasciato spazio anche a piccole uscite in ambiente per testare l’apprendimento delle prime nozioni di utilizzo del GPS e per cogliere occasioni didattiche in merito alla conduzione del gruppo.
A Ponte di Legno il secondo modulo è partito con la salute e la sicurezza grazie a Guido Caironi e Paola Canobbio e la lezione di pronto soccorso, tra precauzioni e traumi montani per poi proseguire con le carte di Guido Bellini attraverso le quali sono stati immaginati itinerari in territori variegati per clienti di ogni tipo. Poi Franco Formica ha illustrato il quadro di un secolo di legislazione ambientale dagli albori ai giorni nostri e ancora un sabato mattina dedicato alla storia dell’alpinismo con Roberto Mantovani, che ha parlato del percorso degli uomini di montagna dalla conquista delle vette sino ad oggi e della moltitudine di interpretazioni della parola alpinismo nella contemporaneità. Infine Umberto Pellegrini ha spazzato via le nuvole traducendo complicatissimi calcoli matematici in moti convettivi, venti, cumuli nembi, cirri e saette da cui sfuggire.

L’ultimo modulo dell’anno è iniziato con le istruzioni di Matteo Capelli per non perdere la rotta grazie all’uso delle tecnologia GPS ed è proseguito con i fondamenti di tre scienze applicate al contesto montano: geologia con nozioni basilari per comprendere le forme dei territori e gli esempi di rocce di Guido Bellini, zoologia con le mille sorprese animali di Mauro Gobbi, dagli insetti al gipeto, e con botanica e l’immensità di specie dell’ambiente alpino raccontate da Marco Caccianiga.
Nel mentre, una giornata intera a contatto con Massimo Viola e Gabriella Cesari ha fornito preziosissimi elementi per tutelarsi da errori causa di aumento del rischio e di possibile danno che possono condurre a problemi legali, e le prime indicazioni di Daniele Frigerio sulla disciplina del Nordic Walking, ignota ai più ma che si è rivelata ricca di risvolti molto interessanti.
La presenza degli allievi si è confermata attiva e propositiva a dimostrazione del fatto che, nonostante la trepidante attesa per le escursioni all’esterno, gli aspetti teorici, spesso farciti di importanti spunti della prassi professionale, risultano stimolanti e motivanti.
Ora si inizia a intravvedere la complessità di relazioni tra le varie discipline applicate alla montagna, che sarà l’oggetto dei moduli didattici dell’anno prossimo: una complessità sempre più interessante.

(Daniele Frigerio)